Come migliorare la velocità quando l’SSD è lento
Se il tuo SSD è un po’ lento nonostante sia un’unità NVMe o SATA veloce, è come se il tuo sistema non avesse recepito il messaggio. Di solito, le cause sono connessioni scadenti, firmware o driver obsoleti o altri problemi in background che monopolizzano le risorse. A volte, le differenze di velocità degli SSD sono dovute solo alla qualità o al supporto della scheda madre, ma se sono ben al di sotto delle aspettative, vale la pena di provare alcune soluzioni. L’obiettivo è assicurarsi che l’SSD funzioni al meglio e che non ci siano altri colli di bottiglia.
Controlla innanzitutto il tipo di SSD che possiedi: M.2 NVMe, SATA o PCIe, e scopri quali velocità dovresti aspettarti in base al modello. Non è raro che le velocità varino a causa della costruzione dell’SSD o della qualità delle celle NAND. A volte, piccoli problemi come cavi allentati o una porta sbagliata possono rallentare il sistema, quindi è bene risolvere i problemi di connessione prima di esagerare. Se riscontri velocità molto basse, anche lo stato di salute dell’unità potrebbe essere un problema, quindi questo è un altro tassello del puzzle.
Come risolvere il problema della lentezza del tuo SSD
Controllare il tipo di SSD e il suo stato di integrità
Questa informazione è fondamentale perché diversi tipi di SSD hanno velocità potenziali diverse. Ad esempio, gli SSD SATA raggiungono un massimo di circa 550 MB/s, mentre le unità NVMe possono raggiungere i 3.500 MB/s o più. Per verificare la velocità, apri Gestione dispositivi o controlla tramite riga di comando. Su Windows, puoi eseguire charmapo utilizzare uno strumento di utilità disco come CrystalDiskInfo.
In alcune configurazioni, l’unità potrebbe mostrare segni di usura o errori: se lo stato di salute dell’unità è scadente, questa potrebbe essere la causa principale. In tal caso, è consigliabile eseguire un controllo SMART:
- Aprire il prompt dei comandi o PowerShell come amministratore.
- Digita
wmic diskdrive get statuse premi Invio. Se il messaggio è “OK”, la buona notizia è buona. In caso contrario, potrebbe essere il momento di sostituirlo.
Su alcuni SSD, l’esecuzione di strumenti specifici del produttore può fornire informazioni più dettagliate sullo stato di salute. Se il controllo dello stato di salute dell’unità segnala problemi, la sostituzione potrebbe essere l’unica soluzione.
Riorganizzare le porte e gli slot di connessione
A volte, basta cambiare porta.È un’operazione comune nelle build fai da te, però. Se hai un SSD SATA, prova a scollegarlo dalla porta attuale e a collegarlo a un’altra porta SATA sulla scheda madre. Per le unità NVMe, è un po’ complicato, ma ne vale la pena: svita il dissipatore, estrai l’unità e inseriscila in un altro slot PCIe. Non dimenticare: se è NVMe, assicurati che sia adeguatamente raffreddata perché il surriscaldamento oltre i 65 °C può rallentarla.
Tieni presente che alcune schede madri condividono la larghezza di banda o hanno slot M.2 specifici che vengono limitati se altri componenti utilizzano le stesse risorse. Consulta il manuale della scheda madre per informazioni sulle priorità degli slot e sui problemi di condivisione della larghezza di banda.
Aggiorna firmware e driver
Questo aspetto viene spesso trascurato, ma è piuttosto importante. Un firmware o un driver obsoleto può limitare seriamente le prestazioni del tuo SSD. Il motivo? Problemi di compatibilità o bug risolti nelle versioni più recenti.
Per aggiornare:
- Apri Impostazioni di Windows ( Windows key + I), quindi vai su Windows Update.
- Fai clic su Controlla aggiornamenti. Se il sistema trova un aggiornamento del firmware per l’SSD, ottimo, installalo.
Per aggiornamenti più specifici, visita il sito web del produttore del tuo SSD (come Samsung, WD, Crucial).Molti marchi offrono anche strumenti di aggiornamento dedicati, ad esempio Samsung Magician o WD Dashboard. A volte, anche i driver del chipset della scheda madre possono influire sulle prestazioni dell’SSD: controlla anche quelli nella pagina di supporto del produttore.
Gestire meglio le risorse di sistema
Se la CPU o la RAM sono al massimo, anche l’SSD più scattante può risultare lento. Avvia Gestione Attività ( Ctrl + Shift + Esc) e dai un’occhiata alla scheda Processi. Se l’utilizzo del disco è costantemente elevato (>80%), le app o i processi in background potrebbero monopolizzare il disco. Prova a disabilitare le app non necessarie all’avvio (tramite la scheda Avvio di Gestione Attività) o a chiudere temporaneamente i programmi pesanti. Questo ti dirà se il sistema è semplicemente sotto un carico eccessivo.
Controlla anche lo spazio su disco. Se l’SSD è quasi pieno, ad esempio con meno del 10-15% di spazio libero, ciò causerà rallentamenti a causa della mancanza di celle libere per la cache di scrittura e la garbage collection. Eliminare i file non necessari o spostare i dati altrove può essere di grande aiuto.
Esegui scansioni anti-malware
È un po’ strano, ma il malware può rallentare l’intero sistema, incluso l’accesso al disco. Se il sistema improvvisamente sembra più lento del solito, non dimenticare di eseguire una scansione completa con Windows Defender:
- Aprire Sicurezza di Windows dal menu Impostazioni o Start.
- Vai su Protezione da virus e minacce > Opzioni di scansione.
- Seleziona Scansione completa e premi Scansiona ora. Aspetta un po’: i malware in esecuzione in background possono compromettere seriamente le prestazioni del disco.
Regola le impostazioni di alimentazione per le prestazioni
Il risparmio energetico è una buona idea, ma se vuoi che il tuo SSD funzioni a pieno regime, dovrai modificare il tuo piano energetico. Le impostazioni predefinite di Windows potrebbero essere impostate su risparmio energetico o modalità bilanciata, limitando le prestazioni.
Per cambiare:
- Premere Windows key + R, digitare
powercfg.cple premere Invio. - Scegli tra Alte prestazioni o Bilanciato.
Se utilizzi un laptop come un Lenovo o un Dell, controlla anche le loro modalità di risparmio energetico personalizzate nelle app specifiche per la gestione dell’alimentazione. A volte, queste prevalgono sulle impostazioni di Windows, quindi approfondire le loro opzioni può aiutarti a ottenere la massima velocità.
Speriamo che queste modifiche riportino l’SSD alla sua velocità originale. A volte, si tratta di escludere prima le cose più semplici – connessione, aggiornamenti, gestione delle risorse – prima di passare a soluzioni più complesse. Perché, ovviamente, Windows deve rendere le cose più difficili del necessario.